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PRIMA INDUSTRIE: UNA STORIA FANTASTICA IN “SCINTILLE DAL 1977”

 

Qualche mese fa sulla rivista “Lamiera” ho letto un bell’articolo

che parlava dei quarant’anni della Prima Industrie.

 

Per l’occasione i festeggiamenti sono stati di alto livello,

come era giusto che fosse,

ma quello che mi ha più colpito è stata la pubblicazione di questo volume:

 

Scintille dal 1977”, ovvero la straordinaria storia di un’azienda italiana di prima grandezza

che ha sicuramente onorevolmente

aver saputo scardinare moltissimi dei luoghi comuni che riguardano le realtà del nostro Paese.

 

In primis devo assolutamente fare una parentesi:

ringrazio il gentilissimo Adriano Gallea che mi ha recapitato il libro alla velocità della luce non appena gli ho scritto. Quindi, un grazie enorme a te Adriano!

Poi, un grazie sentito all’autore.

Parliamo dello storico Giuseppe Berta che conta già tra le pubblicazioni una ventina di titoli sulla storia industriale piemontese e non solo, con protagonisti come Fiat e Olivetti, giusto per dirne un paio…

 

APERTURA

Il volume inizia con una riflessione della figura di punta di Prima Industrie: Gianfranco Carbonato, il quale ringrazia tutti coloro che lo hanno accompagnato in questo lungo percorso fatto di sacrifici, successi e molto altro.

 

Un tributo agli stretti collaboratori e un toccante ringraziamento alla famiglia che ha sopportato tutte le assenze, gli orari impossibili, le telefonate da luoghi lontani e ad ore improbabili!

Da loro non è mai mancata la comprensione e il supporto affettuoso nei non pochi momenti di difficoltà attraversati.

 

SVILUPPO

Da appassionato questo libro mi ha rapito dalla prima all’ultima riga, non solo per i contenuti ovviamente, ma anche grazie alla narrazione sviluppata come una lunga conversazione tra l’autore e Gianfranco Carbonato che assieme guidano il lettore in viaggio attraverso tutta la storia dell’azienda.

 

I 10 PASSI PIÙ BELLI (SECONDO ME)

Un manipolo di giovani esuberanti tra cui Franco Sartorio danno vita alla DEA, in seguito Prima, con lo sviluppo di sistemi di misurazione delle scocche delle auto.

Arrivano ad avere 500 dipendenti, l’atmosfera è entusiasmante, ma purtroppo si rivela un’impresa tutta ricerca e sviluppo carente da un punto di vista finanziario.

L’essere addirittura troppo avanti rispetto al mercato inizia a dare qualche problema…

Dai sistemi di misurazione molto avanzati al lanciamissili Indigo, progetti su progetti, ma risultati economici troppo carenti.

Con la realizzazione di controlli elettronici per le macchine da cucire della Necchi, controlli robot per Comau, per il mitico Totem della Fiat, manipolatori per reattori sperimentali… in un’escalation di prodotti dalla tecnologia avanzatissima!

In pratica un robot che consente misurazioni con la precisione di micron in modo estremamente rapido.

Si rivela un successo e le richieste arrivano da Fiat, Renault, Ferrari, Volvo, Ford e niente di meno che da aziende del settore aerospaziali.

Iniziano le distribuzioni con partner esteri, Zeiss in Germania, Mitutoyo in Giappone.

E poi l’Optimo, laser 3d con ottiche mobili venduto a Pinifarina e a seguire a moltissime aziende Automotive.

Ciò nonostante il progetto fu un salasso: troppo al limite della tecnologia di allora. Il mercato era troppo grande per un’azienda dalle dimensioni ancora eccessivamente modeste.

Ci pensarono ad occupare la nicchia Comau e Kuka.

Avviene il primo contatto con la giapponese Amada, la quale già allora era un grande multinazionale, e che decide di acquistare la licenza per la vendita dell’Optimo nella propria patria.

Successivamente avviene che Amada si accorge della potenza tecnologica di Prima Industrie.

I giapponesi dalla loro avevano già acquisito know-how assorbendo aziende in Europa e in America, erano quotati da tempo, producevano con grande qualità e avevano un approccio innovativo nel marketing.

Tutte le sedi di Amada nel mondo erano edifici bellissimi, arredati con quadri d’arte e con una accoglienza straordinaria. Insomma, una realtà con grandi disponibilità finanziarie.

Per questo, quando conoscono meglio quello che sanno fare i ragazzi della Prima, li comprano al 49%.

Iniziando dalla piegatura robotizzata nasce la BM100, primo caso al mondo in cui una pressa è asservita da un robot che prende un foglio di lamiera e lo posiziona sulla pressa che lo piegava in automatico.

ATTENZIONE: correva l’anno 1989 e Amada produceva 12 BM100 al mese dopo averne installate oltre 250, mosse con tecnologia italiana

Tecniche di marketing e conoscere le dinamiche del mercato con molte strategie vincenti.

Contestualmente arriva anche la quotazione in borsa.

È del ‘93 invece il divorzio consensuale con Amada che comunque rimane in buoni rapporti.

Non per niente, anni dopo verranno prodotte le sue pannellatrici nello stesso stabilimento dove nascono quelle di Prima Power, a Cologna Veneta.

Sono gli anni dal 2000 al 2008 e Prima industrie acquista in Usa la possibilità di rendersi indipendente con la propria sorgente laser assorbendo la Convergent Energy.

Successivamente si porta a casa anche Laserdyne, produttore americano di laser 3d. Mentre, poco dopo arriva quel fatidico 11 settembre e l’economia di settore si paralizza.

Poco prima della grande crisi del 2008, però, arriva la grande acquisizione della Finn Power.

 


 

Da lì in poi è storia relativamente recente in quanto si assiste, passata la crisi si intende, ad una internazionalizzazione spinta di Prima Industrie che pone le basi per una crescita costante fino ai giorni nostri.

 

IL FUTURO È ANCORA TUTTO DA SCRIVERE,

MA PRIMA INDUSTRIE È LÌ CON LA PENNA IN MANO PRONTA PER FARLO.

 

Scintille dal 1977” è un volume adatto a vari palati, che consiglio sia agli appassionati di meccanica, quanto a quelli di economia e, più in generale, di storia industriale.

 

Più semplicemente dico a gran voce “LEGGETELO” a tutti i lavoratori del settore lamiera, perché il nostro comparto deve moltissimo alla visione di questa squadra di supertecnici visionari capeggiati con coraggio da figure straordinarie come l’attuale presidente Gianfranco Carbonato.

 

QUESTO LIBRO È UNA STORIA CHE DÀ UNO SCHIAFFO IN FACCIA ALLA NOSTRA SEMPITERNA PROVINCIALITÀ.

 

RESTA SEMPRE AGGIORNATO!