Quante volte ricevo richieste da parte di aziende di piegatura della lamiera in sofferenza a causa della mancanza di personale?
E-mail, telefonate, messaggi, tutte accumunate da un unico filo conduttore: la necessità di inserire nuove risorse nel reparto di lavorazione della lamiera, meglio se già capaci di occupare una determinata mansione.
Le motivazioni che scaturiscono in questa unica corale richiesta sono solitamente:
- il bisogno di far fronte ad una crescente domanda da parte dei clienti
oppure
- la necessità di sostituire alcune persone che se ne sono andate (per scelta personale o perché giunti al termine della propria carriera lavorativa).
Devo dire che mi spiace sinceramente non poter aiutare a risolvere questi problemi direttamente e singolarmente, in quanto, ahimè, le risorse umane effettivamente sono poche, a partire da un punto di vista demografico e purtroppo… sarà sempre peggio temo!
Mi basta ricordare quando da piccoli passavamo le estati con lo stuolo di coetanei del vicinato, perché così era normale; adesso i bambini, se ci sono, sono soli o quasi.
Tuttavia, una soluzione interessante per le realtà del mondo della lamiera esiste, pur trattandosi di una soluzione a medio termine, non proprio immediata. Consiste solo nel riuscire a sincronizzare le professionalità di attori differenti già ognuno in grado di compiere alla perfezione il lavoro richiesto. Per fare ciò è necessario, affinché questo progetto sinergico abbia inizio, che le aziende di piegatura della lamiera si rendano conto che è necessario consorziarsi, per lo meno davanti ad una evidente necessità comune, sotterrando per un momento, qualora ve ne fossero, gli individualismi e la fisiologica diffidenza riscontrabile tra concorrenti.
La natura del tessuto produttivo delle realtà di carpenteria metallica che lavorano la lamiera non aiuta di certo, me ne rendo perfettamente conto, in quanto, la stragrande maggioranza delle imprese sono piccole realtà, le quali possono assorbire solo poche risorse alla volta.
Ma chi è possibile coinvolgere nel progetto di inserimento?
Come funziona il percorso di cui sto parlando?
Il meccanismo è già stato rodato e ha già dato più che ottimi risultati con una valenza non solo economica, ma anche etica.
Quando le realtà sono piccole e diverse è possibile intercettare il bisogno comune di mancanza di manodopera e affidare la richiesta ad una agenzia per il lavoro, che ovviamente di mestiere seleziona proprio le persone. Sì, perché quello della selezione e della gestione delle risorse umane è un compito estremamente complesso, che richiede professionalità e che non si improvvisa.
Spesso sembrano lontanissimi i tempi in cui nel nostro amato settore della lamiera bastava una telefonata alle scuole tecniche di zona per trovare un valido candidato. Lo si valutava con una chiacchierata faccia a faccia e si inseriva quasi certamente subito nella squadra. Oppure di quando era sufficiente un banale annuncio o il addirittura passaparola da parte di un dipendente che aveva “l’amico adatto” …
Oggi (a torto o ragione, non è dato certo a me dirlo) è cambiata la concezione del lavoro per i giovani, categoria che è sempre più rara, tra l’altro!
Ebbene: a ognuno il suo lavoro.
L’agenzia, dunque, ha il compito da un lato di raccogliere la domanda generalizzata, effettuare una selezione nel territorio e, da ultimo, organizzare un percorso di formazione finanziato dal fondo preposto con una struttura che permetta l’acquisizione non solo dei concetti di base, ma soprattutto che consenta di compiere una cernita ulteriore di chi poi si rivelerà adatto alla mansione richiesta per capacità e per… passione!
In conclusione: può sembrare scontato, ma davanti a problemi come questi… l’unione fa ancora la forza.
Articolo editoriale pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Settembre 2023.
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