In Piegatura

 

Ti è mai successo essere fortemente convinto di una cosa, cioè, proprio incredibilmente convinto di una cosa?

Talmente convinto che anche di fronte ad una realtà innegabile

ancora credi che la tua convinzione sia indistruttibile.

 

Capita a tutti almeno per qualcosa, ma perché capita?

Perché abbiamo bisogno di certezze, umanamente.

Ci fidiamo di una tendenza, di un “sentito dire”, del “si fa così” perché, diciamocelo sinceramente, mettere in discussione costa fatica, tempo e ci mette davanti ad una sensazione sgradevole: l’insicurezza.

Basta guardare lo spinosissimo tema degli sviluppi:

ogni azienda fa a modo suo e molte volte è convinta che non ne esista un altro.

Chiaro, se i risultati arrivano ottimi e con puntualità, tanto di cappello, ma se non è così, è evidente che qualcosa non va…

 

OGGI PARLIAMO DI RAGGI INTERNI E DI QUANTO SONO IMPORTANTI PER GLI SVILUPPI.

 

Si dice spesso che a parità di spessore e materiale, una cava più stretta “mangia di più”, cioè necessita di uno sviluppo più lungo.

Allo stesso modo, a parità di matrice, cambiando il materiale da ferro a inox, “mangia di meno”.

…MAGIA…

Dunque, fermo restando che la matrice non spalanca le sue fauci per divorare lamiera, quello che condiziona di più uno sviluppo tutto sommato è il raggio interno.

QUINDI: COS’È E COME SI INDIVIDUA IL RAGGIO INTERNO DI PIEGATURA?

Vediamolo in tre punti:

1 Per raggio interno si intende quello naturalmente scaturito da una piegatura con un certo materiale e un certo spessore con una determinata matrice. Il raggio del punzone c’entra meno, a patto che sia al di sotto di questo valore.


2 Le semplificazioni dei regoli di piegatura danno all’incirca per un acciaio al carbonio medio un valore pari a un ottavo la larghezza della matrice in aria utilizzata. Per inox lo stesso valore si moltiplica per 1,4.


3 La semplificazione che utilizzano alcuni (e che ho trovato sull’interessantissimo sito web americano thefabricator.com) è quella che individua il raggio interno pari a un valore tra il 15 e il 17% della larghezza della matrice per materiale tenere tipo alluminio, 21 e 23% per acciaio al carbonio e 25-27% per inox.

Quindi lo sviluppo deve essere necessariamente dinamico e legato agli utensili utilizzati oltre che allo spessore e al materiale, benché non lo dicano le convinzioni comuni!

Anche perché, come diceva Thomas Jefferson:

Ogni errore di opinione può essere tollerato quando si dà alla ragione la libertà di combatterlo.

 

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