Il settore della piegatura della lamiera, così come molti altri, sta soffrendo la ormai cronica e strutturale mancanza di figure da inserire. Possiamo disquisire sulle motivazioni per giorni e giorni andando poi a finire in discussioni condizionate spesso da convinzioni e pregiudizi che non hanno certo alcuna possibilità concreta di risolvere davvero il problema.
Forse, dico io, dovremmo iniziare ad essere più pragmatici e valutare il sapere come un investimento irrinunciabile, sebbene immateriale.
Mi spiego meglio.
Aziende grandi e piccole sovente patiscono in modo traumatico un eventuale abbandono da parte dei propri operatori esperti e reagiscono gestendo l’emergenza in cui si ritrovano in modo frettoloso, poco lungimirante e, per tanto, non molto conveniente.
Tuttavia, anche quando il picco di lavoro aumenta in modo tale da giustificare un ampliamento di macchine e di personale ci si può trovare nelle medesime condizioni…
Ed è così che fioccano a centinaia le richieste sempre urgenti di operatori belli e pronti, autonomi e capaci di dare quella preziosissima continuità di cui le aziende avrebbero bisogno.
Capita poi, soprattutto nei territori ad alta concentrazione di lavorazione lamiera, che si inneschi un fenomeno tale per cui qualche figura molto ambita inizia a rimbalzare da una realtà all’altra a suon di aumenti fino a perdere un po’ la rotta tra costi e benefici.
Ogni azienda ha le sue specifiche, ci mancherebbe, così come ogni operatore capace merita di essere riconosciuto, ma resta il fatto che occorre mettersi al riparo prima di dover gestire l’emergenza.
Personalmente ho potuto conoscere decine di realtà nelle quali l’inserimento (impegnativo) di un operatore esperto, o giudicato tale, ha innescato situazioni potenzialmente pericolose che tendono a minare equilibri che resistono spesso da anni.
Ho assistito più volte anche ad altri casi estremi dove si imbarca, considerando esclusivamente le competenze tecniche, l’unico individuo capace di far girare una determinata pressa piegatrice ottenendo poi in breve tempo come risultato un malcelato ricatto che, in breve, esaspera i rapporti con la dirigenza e soprattutto tra le maestranze.
Cercare un operatore della lamiera con urgenza significa conseguentemente farlo di fretta trascurando molti aspetti di primaria importanza, senza considerare il fatto che l’esperienza di taluni può non essere compatibile con le specificità della propria realtà produttiva.
Un esempio banale?
Immaginiamo un piegatore della lamiera molto capace e con anni di esperienza, ma che si è formato professionalmente in un ambito di carpenteria pesante con tutte le specificità del caso. Lui difficilmente riuscirà a dare importanza alle tolleranze decimali richieste come potrebbe essere in una carpenteria che produce particolari estetici in inox o del settore medicale…
Ma anche viceversa, eppure si tratta sempre di piegare!
Quindi com’è possibile attenuare in modo drastico le situazioni emergenziali che sono così complesse da gestire?
Semplicemente pensandoci per tempo con strumenti che partono dalla formazione e che proseguono in un lavoro di ricerca, costruzione e affinamento di procedure standardizzate dei processi. Sostanzialmente spostando il saper fare dall’essere completamente ad appannaggio dei singoli operatori all’azienda in modo da avere tutti gli strumenti per reagire meglio alle situazioni emergenziali.
Parliamoci chiaro: gli operatori esperti sono pochi e saranno sempre meno.
Conviene crearne di nuovi con il tempo che ci vuole e soprattutto a “propria immagine e somiglianza”, ma prima di trovarsi a dover rinunciare alle commesse.
Non solo: la giusta documentazione chiara e condivisa su come si fanno internamente determinati lavori permette anche all’ultimo arrivato di rendersi operativo e autonomo in tempi ben più celeri grazie al fatto che si possa concentrare esclusivamente sull’applicazione pratica dei metodi aziendali invece di dover imparare anche a tradurre vizi, personalizzazioni e modi di lavorare differenti tra una persona e l’altra.
Per concludere, un’altra arma che dovremmo considerare è quella di spogliarci dai pregiudizi. Ci sono persone, uomini e donne di qualsiasi colore, che hanno un potenziale da esprimere che non aspetta altro che di essere scoperto, fatto emergere e valorizzato.
Articolo Editoriale pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Aprile 2023.
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