Una sera, dopo aver svolto una bellissima quanto impegnativa sessione formativa presso un’azienda di lavorazione lamiera, parlavo con il nostro collaboratore al telefono per chiedere se andasse tutto bene a lui che era impegnato in una academy a trecento chilometri di distanza per una nota agenzia per il lavoro.
Si parlava del più e del meno quando, come già accaduto, siamo finiti su un discorso che emerge spesso durante i nostri resoconti serali: gli operatori utilizzando il proprio controllo numerico sfruttando solamente una piccola parte delle sue potenzialità.
Ora, facendo il dovuto distinguo tra rappresentati e operatori davvero appassionati disposti a leggersi il manuale di istruzioni per filo e per segno e a riempire di domande all’inverosimile gli installatori delle presse piegatrici, generalmente si assiste ad una competenza davvero scarsa dei mezzi che la tecnologia mette a disposizione.
Per intendersi, non si tratta di mere abitudini: i controlli numerici tendono quasi sempre a offrire modalità di programmazione differenti e che possono accontentare tutti i gusti, a partire da come si intende inserire le quote delle pieghe, interne, assolute o esterne.
LA FRETTA È CATTIVA CONSIGLIERA
Purtroppo, uno dei problemi più classici è quello della mancanza di tempo da parte degli installatori delle presse piegatrici. Si arriva, si rende la pressa piegatrice operativa e intanto passano le ore.
Se va tutto bene rimane una finestra davvero risicata per dare le sufficienti istruzioni agli operatori della lamiera per iniziare a muovere i primi passi con il nuovo controllo numerico.
Ma… se da un lato trovarsi davanti persone esperte facilita di non poco l’efficacia della formazione, immaginiamoci quando gli operatori partono completamente da zero!
Quando non sanno nemmeno cosa è una matrice o non conoscono gli assi della macchina e i principi di base è un inferno per tutti, formatori e discenti. Eppure, molte aziende di lavorazione della lamiera sono convinte che quello di insegnare a piegare sia un compito del costruttore della pressa piegatrice stessa, quando invece è come confondere una scuola guida con un concessionario!
E ANCHE LA SCARSA MOTIVAZIONE FA LA SUA PARTE
Aggiungiamo anche che, scrivo questo in maniera severa, ma giusta, trovare un operatore della lamiera veramente interessato pare sia sempre più difficile.
Sono decine i figuri che si ritrovano davanti ad una macchina complessa come una pressa piegatrice esattamente come piove dal cielo un meteorite: a caso. Nessuna motivazione, nessuna curiosità, nessun impegno, l’importante è che suoni la campana la sera…e che possibilmente ciò avvenga presto.
Altresì è un grande dispiacere incontrare a volte lavoratori che non prendono uno straccio di appunto durante la formazione, che a distanza di pochi giorni non ricordano nulla di quanto spiegato e che, comunque vada, compiranno sempre le tre o quattro azioni che hanno capito pur consapevoli che stanno ottenendo gli stessi risultati che otterrebbero in metà del tempo.
I TASTI CHE NESSUNO TOCCA
Sfogliando le schermate dei controlli numerici, anche quelli più semplici, è fin troppo facile imbattersi in tasti e icone che riportano istruzioni del tutto ignote ai più. Voci e scritte che pare che abbiano talmente poco significato che molti operatori della lamiera finiscono per averle davanti agli occhi per decenni senza che se ne accorgano…
Di seguito una rapida carrellata di alcune funzioni del controllo numerico ESA, uno dei più diffusi in Italia e non solo! Tutti aspetti che gran parte degli operatori non hanno mai visto, anche a causa del fatto di essere spesso autodidatti o aver imparato da un autodidatta.
LA CASELLA “MISURE”
In Figura 1 la casella “misure” rappresenta molto semplicemente il riferimento delle quote di piega e, di conseguenza, degli assi X della macchina.
Figura 1
Ci sono tre possibilità di inserimento:
- MISURE 0, equivale alle misure esterne.
Il controllo numerico applicherà una correzione in base al ritiro stimato e calcolato.
- MISURE 1, equivale alla “fibra neutra“, ossia alle misure assolute.
Il controllo numerico non calcolerà alcuna correzione.
- MISURE 2, equivale alle misure interne.
Il controllo numerico applicherà una correzione in base al ritiro stimato e calcolato.
Già moltissimi operatori della lamiera confondono la modalità 1 con la 2, ma sono due cose molto diverse! Vediamo nella sottostante Figura 2 cosa si intende con un semplice esempio.
Figura 2
Nella L in alluminio con spessore 5mm, la lunghezza della piega può essere ottenuta correttamente in tre modi differenti:
- Con misure “0” nella casella X scriverò 50mm e il controllo numerico applicherà una correzione automatica di -4.8 mm.
- Con misure “1” nella casella X scriverò direttamente 45.2 mm e il controllo numerico non applicherà alcuna correzione (in pratica sto fornendo alla macchina la quota assoluta).
- Con misure “2” nella casella X scriverò 45 e il controllo numerico applicherà una correzione di +0.2 mm.
Una volta che si dà “start” in modalità automatica o semi-automatica, in tutti i casi la X raggiungerà la quota di 45.2 mm. Sarà solo questione di riferimenti.
IL PROGRAMMA IN PAUSA
Un’altra istruzione molto interessante e che spesso non è conosciuta è quella all’interno della casella TCP (tempo cambio passo) in alto a destra del controllo numerico (vedi Figura 1).
Essa serve per fornire un tempo di sosta tra una piega e l’altra ed è una funzione molto utile nel caso di pieghe successive con lunghezze molto differenti: terminata la piega lunga i riscontri avanzeranno a velocità elevata rischiando di collidere con il pezzo rischiando di rovinarlo o, peggio, di provocare situazioni di pericolo per l’operatore.
Inserendo nella casella TCP il valore 99 è possibile mettere in pausa il programma e farlo proseguire con una semplice pressione del pedale.
FUNZIONE AUTO-APPRENDIMENTO
Quando gli assi Z sono motorizzati è una gran comodità! Tuttavia, individuare la loro corretta posizione è una cosa abbastanza complessa, specie se si lavora a stazioni ed è richiesta precisione.
Non tutti sanno che gli assi Z (la traslazione a destra e a sinistra dei riscontri posteriori) possono essere mossi fino al punto desiderato o in modalità manuale oppure (su molte macchine) trascinandoli manualmente con la pompa in off.
A quel punto, dalla schermata che indica la modalità “semiautomatica” è possibile selezionare la casella “auto-apprendimento Z” per far sì che il controllo acquisisca le quote attuali delle Z e le trasferisca nel programma. Davvero un grandissimo vantaggio che in pochi utilizzano.
Ma sono ancora decine le funzioni più o meno “nascoste” sconosciute ai più…
Sono istruzioni che danno una grande mano all’operatore. Come sempre la formazione è ciò che permette di abbattere gli inutili sprechi di tempo e materiale a tutto vantaggio della produttività.
Articolo pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Luglio 2024.
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