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Piegatura della lamiera: molto modi per schiacciare

 

In piegatura della lamiera la tecnica di ribattitura, chiamata in gergo anche piega-schiaccia, è una delle più diffuse nel mondo della carpenteria leggera. Le funzioni di tale tecnica sono sostanzialmente le seguenti:

  • l’irrigidimento di particolari con spessori molto sottili;
  • la creazione di bordi “salva-mani” per evitare il rischio di taglio e ferimento in caso di articoli in cui è previsto un possibile contatto;
  • l’aggraffatura, diffusa moltissimo in lattoneria, sostanzialmente una tecnica di unione tra lamiere diverse attraverso la deformazione;
  • la riduzione dei particolari che compongono un articolo.

Quest’ultimo punto, in particolare, è uno dei più interessanti da approfondire nel caso in cui le deformazioni della lamiera vengano effettuate tramite macchine che lavorano per piega tangenziale come pannellatrici e piegatrici a bandiera.

 
La tecnica del piega-schiaccia, in questi casi, è molto rapida in quanto non richiede nessun cambio di utensili sulla pressa piegatrice. Si assiste così al grande vantaggio di poter ripensare molti articoli inserendo pieghe schiacciate dove necessario e che hanno il compito di abbattere le tempistiche di esecuzione e l’eliminazione di ulteriori processi di unione come saldatura, rivettatura, incollaggio o altro.

 

 

NON TUTTE LE SCHIACCIATE SONO UGUALI

 

Se da un lato l’operazione di piega-schiaccia prevede necessariamente l’esecuzione di due fasi distinte – piega ad angolo sufficientemente acuto e intorno a 30-35° in genere e ribattitura – ci sono sostanzialmente quattro modi per concluderla:

piegatura-lamiera-piega-schiaccia

Figura 1

  • PIEGA-SCHIACCIA APERTA (Figura 1):

Utilizzata specialmente in architettura e strutture dove è richiesta una piega semplice e funzionale. È caratterizzata da un bordo piegato, ma non completamente chiuso.

La piega-schiaccia aperta rappresenta una classica lavorazione in lattoneria.

piega-schiaccia-piegatura-lamiera

Figura 2

  • PIEGA-SCHIACCIA CHIUSA (Figura 2):

Trova impiego in pannelli metallici e componenti automobilistici, dove è necessaria una chiusura completa del bordo per migliorare la resistenza e la sicurezza.

La piega-schiaccia chiusa è ottima anche per il rinforzo di spessori sottili e per renderli anti-taglio.

tecnica-di-ribattitura-piegatura-della-lamiera

Figura 3

  • PIEGA-SCHIACCIA ARROTOLATA (Figura 3):

Comunemente utilizzata in porte di elettrodomestici e pannelli automobilistici, questa tecnica offre un bordo liscio e arrotondato, ideale per applicazioni sia estetiche che funzionali.

ribattitura-lamiera-piegatura

Figura 4

  • PIEGA-SCHIACCIA A GOCCIA (Figura 4):

Predominante nei pannelli delle carrozzerie automobilistiche, questo metodo crea un bordo estetico e aerodinamico, proprio con lo scopo di ridurre al minimo la resistenza dell’aria.

 

 

UNA MACCHINA, DIVERSE STRADE

 

Ovviamente anche la pressa piegatrice, grazie alla sua innata versatilità, garantisce la possibilità di effettuare le lavorazioni di ribattitura.

È interessante come, nel tempo, i costruttori di macchine e utensili abbiamo cercato strade differenti (a volte diametralmente opposte) per ottenerle e come alcune di esse non vengano praticamente più percorse.

 Di seguito ne vedremo una carrellata.

 

 

1 – CON PUNZONE MOBILE

Rappresentano una delle prime soluzioni di piega-schiaccia proposte dai costruttori di utensili e, ad oggi, praticamente scomparsa.

Come visibile in Figura 5, il funzionamento è garantito dall’elemento mobile “a caduta” del punzone (utensile superiore).

Figura 5

Nella fase 1 si ha un avvicinamento del punzone alla lamiera, un contatto e una conseguente retrazione dell’elemento mobile fino a fine corsa.

Nella fase 2 si ha una piega fino ai gradi necessari per ottenere l’inserimento nella scanalatura laterale, la quale, a sua volta, rappresenta la fase 3.

Nell’ultima fase, la fase 4, si ha in fine una schiacciata grazie all’elemento mobile del punzone che torna a salire a causa del contrasto con il fondo della matrice.


Oggigiorno la precisione del sistema è reputata scarsa, ma anche il fatto di disporre di sistemi di sicurezza laser solidali all’altezza del punzone hanno fatto propendere per un generale abbandono della soluzione da parte dei produttori di utensili. 

 

 

2 – CON MATRICE E PUNZONE FISSI

Nemmeno questa tecnica non viene più molto usata, rappresenta una modalità comunque interessante per ottenere una lavorazione piega-schiaccia con utensili intercambiabili.

Figura 6

Come si vede in Figura 6, la matrice è rappresentata da un parallelepipedo con una scanalatura longitudinale atta ad accogliere interamente la parte terminale del punzone.

A sua volta, il punzone dispone di uno scalino che, al raggiungimento della giusta profondità, permetterà la lavorazione di schiacciata come descritto nelle fasi sotto descritte.

 
Nella fase 1 si ha l’inizio della piegatura fino all’angolo desiderato e consono alla realizzazione della successiva ribattitura. Tendenzialmente tra 30 e i 35°.

 Nella fase 2 si ha l’inserimento nell’apposito scalino laterale del punzone.

L’ultima fase, la numero 3 dunque, prevede una schiacciata fino alla modalità desiderata.

 
Lo svantaggio principale di questo metodo è lo scarso spazio disponibile nella scanalatura che rende difficoltoso realizzare la schiacciata oltre certi spessori.

Potrebbe essere difficile, infatti, contrastare la tendenza all’espulsione del pezzo in fase di ribattitura. 


 

3 – CON MATRICE MOBILE A DUE ELEMENTI

È senz’altro la soluzione più diffusa oggigiorno, in cui la matrice, in questo caso, ha due elementi di cui uno scorrevole e movimentato mediante molle o pneumaticamente.

Figura 7

Come si vede in Figura 7, nella fase 1 la deformazione della lamiera avviene dopo che la pressione del punzone, contrastando le molle di ritenuta dell’elemento mobile della matrice, lo porta “a pacco”.

 
Nella fase 2 si ottiene la consueta piega ad angolo acuto che permette l’inserimento laterale della fase 3 con l’elemento mobile tornato nella posizione iniziale.

Nella fase 4, l’ultima, si procede con lo schiacciamento del lembo fino alla quota desiderata.

 

 

4 – CON UTENSILI SEPARATI

È una soluzione adottata specialmente nelle presse piegatrici con cambio utensili automatico, in quanto, l’obbiettivo primario del costruttore è quello di mantenere costante la somma delle altezze tra punzone e matrice indifferentemente dal modello (referenza).

Ciò rende agevole la lavorazione “a stazioni” senza alcun problema. In pratica si ha una separazione netta con utensili specifici tra la fase di piega, ottenuta con una normale coppia punzone-matrice, e la fase di ribattitura con due utensili piatti adatti allo scopo.

 

 

 

UN CALCOLO DELLO SVILUPPO… MAGICO!

 

C’è, per concludere, un modo empirico, ma molto interessante ed efficace, per calcolare gli sviluppi dei pezzi ribattuti. Sostanzialmente, alla somma dei lati esterni non si sottrae nulla!

Con questo sistema, applicabile per tutti gli spessori sottili fino ad un massimo indicativamente di 2mm, si ottengono pezzi con ottima approssimazione.

 

 

Articolo pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Settembre 2025.

 

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