Il mestiere del piegatore della lamiera per moltissime realtà del tessuto produttivo italiano e non è davvero un affare per pochi. Il fatto che un’arte come questa venga spesso sottovalutata a monte ha fatto nascere operatori con quella competenza in più che, in questi tempi straripanti di inutili inglesismi, viene chiamata “problem solving”. Il che vuol dire che in qualche modo ce la si farà sempre!
Va da sé che il naturale avvicendamento delle figure professionali con una larga fetta di esse che si appresta a raggiungere la meritata pensione, ha reso sempre più complesso trovare giovani leve bell’e pronte. C’è un guizzo di fantasia per quella sequenza impossibile, c’è la sapiente distribuzione di un errore cronico sui lembi meno importanti “giacché il pezzo lo si fa allo stesso modo da decenni e figurati se c’è il tempo per ricalcolarne lo sviluppo”.
Così come c’è l’utensile rovescio e la piega ultimata a lato… fuori dalla macchina!
Ma c’è anche una serie di trucchetti adatti soprattutto alle macchine con registri posteriori non così dotati di assi dove i riscontri, vittime incolpevoli di una sola X presente, sono costrette a viaggiare assieme rendendo complesse le pieghe non parallele ai bordi. In gergo le si chiamano spesso pieghe coniche.
LE PIEGHE CONICHE E LE SAGOME “CREATIVE”, COME ESSERE PRECISI?
Esistono molti modi per risolvere il problema in officina e quasi sempre è di grande aiuto il lavoro a monte dell’ufficio tecnico… a patto che vi sia una onesta e proficua collaborazione con la produzione oltre alla conoscenza.
Ne vedremo di seguito una breve carrellata che vuole essere una fonte di ispirazione per tutti quei casi particolari che possono arrivare quotidianamente in produzione, specie nelle officine dei terzisti.
C’è da aggiungere che tali spunti possono essere interessanti anche per coloro che dispongono di macchine con registri posteriori dotati di più assi come X1, X2, R e Z1 e Z2 dove il perfetto posizionamento al primo colpo è complesso senza un CAM di piegatura.
UN APPOGGIO STABILE
Ossia… rendere parallelo ciò che non lo è.
Ecco due esempi:
- PROLUNGHE A PERDERE (Figura 1)
- DIME DI APPOGGIO (Figura 2)
Figura 1 – Prolunga a perdere
Figura 2 – Dima di appoggio
Nel primo caso, se possibile, si può optare per una linguetta, un dentino o una striscia posti in una zona strategica per favorire il corretto appoggio del pezzo ai riscontri posteriori e portando la linea di piega in una posizione di perfetto parallelismo con essi. Tali “corpi estranei” al pezzo possono essere uniti al profilo tramite microgiunzioni che ne favoriscano la loro asportazione una volta terminata l’operazione di piegatura della lamiera, ma anche tolti in seguito con l’aiuto di una mola.
È chiaro che, a tutti gli effetti, si aggiunge una lavorazione nella filiera produttiva e, per quanto piccola, difficilmente il cliente potrebbe dimostrarsi disposto a pagarla. Tuttavia, la precisione e la ripetibilità aumentano notevolmente.
Nel secondo caso, invece, si ottiene il medesimo risultato riproducendo, per certi versi, il “negativo” della sagoma da appoggiare anche per quei pezzi che prevedono una piega speculare. Talvolta ci si accorge dell’esigenza di questo sistema direttamente in produzione e non è raro scoprire che i piegatori risolvono il problema tagliando le dime di appoggio direttamente dallo sfrido del laser!
UNA TRACCIA DA SEGUIRE
Ci sono dei casi particolari, specie se i pezzi sono di elevato spessore e dalle dimensioni considerevoli, che le precedenti soluzioni non sono applicabili.
Se, ad esempio, stiamo piegando una parte di un braccio di una gru è ovviamente difficile immaginare di poter costruire delle dime di appoggio o dei profili da asportare: ne scaturirebbe uno spreco davvero ingestibile in fase di nesting.
Si opta, per questo, ad un altro sistema che ha bisogno di maggiore esperienza e precisione, ma che si rivela altrettanto efficace.
Ci riferiamo alle:
- MARCATURE LASER
- NICCHIE E TACCHE DI RIFERIMENTO (Figura 3 e 4)
Figura 3 – Nicchia di riferimento
Figura 4 – Tacca di riferimento
Le prime sono semplicemente delle righe tracciate al laser in corrispondenza delle linee di piega e vicine ai bordi (sono sufficienti pochi cm). Sono semplici ed efficaci, ma il difetto più grande, ovviamente, è l’impossibilità di effettuarle su entrambe le superfici del pezzo.
Ciò rende impossibile avere riferimenti per le pieghe contrapposte “a zeta”.
Le seconde e le terze, invece, sono delle circoscritte e piccole modifiche dei profili effettuati in fase di taglio, anch’esse corrispondenti alle linee di piega e che possono essere prese a riferimento indifferentemente dalla faccia in cui si trova la piega sulla lamiera.
La grande differenza tra le nicchie, che possono essere dei piccoli semicerchi, e le tacche che invece sporgono dal profilo è che queste ultime sono assolutamente da preferire in caso di acciai altoresistenziali, materiali molto anisotropici e comunque soggetti all’innesco di cricche in corrispondenza delle zone di deformazione.
Una volta piegati i pezzi, si provvederà molto semplicemente alla rimozione delle tacche mediante l’uso di un flessibile.
SI… MA COME MI CENTRO?
Ed ecco un’altra delle competenze tipiche del piegatore della lamiera esperto: l’occhio!
Centrare un riferimento come le marcature, le nicchie e le tacche non è cosa semplice, specie se si utilizzano punzoni con raggi ampi e spessori di lamiera elevati.
Per quanto molti operatori, specie in carpenteria pesante, utilizzino il metro facendo riferimento alla metà della larghezza della matrice, l’errore di parallasse è sempre in agguato. Infatti non è raro scoprire piegatori che per essere sicuri di aver posizionato correttamente i pezzi inseriscono la testa tra il punzone e il banco innescando situazioni di estremo pericolo!
Per casi come questi si trovano ormai in commercio da qualche anno dei puntatori laser da installare direttamente sulla matrice o sulla traversa come veri e propri punzoni (Figura 5) e che tracciano comodamente il centro della piega a cui far corrispondere i riferimenti poc’anzi descritti in modo semplice e preciso aumentando al contempo precisione, ripetibilità e soprattutto… la sicurezza!
Figura 5 – B-Sniper 01 – Modello di tracciatore linea di piega da montare sull’intermediario
Articolo pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Maggio 2023.
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