Abbiamo sempre parlato di come sia fondamentale il concetto stesso di formazione attraverso alcuni semplici esempi ed esperienze personali e professionali. Ora, se è complesso da parte di chiunque contraddire il fatto che la formazione è un tema importante, così come avviene per la fame nel mondo e la salvaguardia dell’ambiente, ben diverso è renderlo meno astratto e “mettere a terra” un progetto di vero valore.
Le aziende per definizione non sono delle onlus, quelle di lavorazione della lamiera incluse, ed è perfettamente comprensibile che vi sia della titubanza a spendere soldi, che sono una parte del guadagno, per qualcosa di indefinito e che chissà se apporterà davvero un minimo vantaggio.
Togliendo la minoranza composta da coloro che vivono nella granitica convinzione di essere già in grado di saper fare tutto al meglio a tal punto di poterlo insegnare a chiunque, come è possibile per un’azienda scegliere un percorso serio?
Forse meno difficile di quanto si crede con le informazioni a disposizione oggigiorno.
LA FORMAZIONE: TUTTO E NIENTE
Una buona parte della diffidenza che le imprese di piegatura della lamiera hanno verso la formazione è sicuramente da imputare a diversi enti che di formazione vivono. Infatti, egli anni è successo, spesso con uno stile tutto italico, che il fine dei percorsi non fossero quelli di un buon servizio, ma piuttosto di intercettare il maggior numero di finanziamenti.
Ho assistito a decine di racconti di imprenditori (e pure i piegatori della lamiera stessa che hanno fruito di certi corsi) insoddisfatti dalla formazione svolta a causa di docenti impreparati, temi basilari, zero motivazione e coinvolgimento.
Le aziende che si accorgono di avere un problema meritano una soluzione ed è forse normale che se rimangono scottate venga meno la loro fiducia riposta nei confronti della formazione in senso lato. I problemi sono già tanti… pagare per averne di nuovi? No, grazie!
CONSIGLI PRATICI PER CHI VUOL FARE FORMAZIONE
C’è la possibilità di scovare tra le offerte formative quali possano essere più adatte ad ottenere un risultato. Ecco qualche spunto per il settore della lamiera, senza nessuna pretesa di completezza:
- I docenti possono vantare una comprovata esperienza nella materia che insegnano?
Ad esempio, non so se mi affiderei per un corso di saldatura ad un docente che non ha mai saldato di mestiere, anche se ciò non basta per conquistarsi la fidicia.
- I docenti hanno una conoscenza teorica unita all’esperienza pratica?
Diversamente, per quanto bravo, si starà seguendo un corso tenuto da un autodidatta che, come tale, conosce gli effetti, ma non le cause delle problematiche tipiche del proprio campo.
- È possibile svolgere una parte pratica sulla produzione specifica della propria realtà?
Condizione molto preziosa in caso di corsi personalizzati in azienda.
- L’ente ha una qualche forma di accreditamento?
Condizione che da sola significa poco, ma che unita alle precedenti potrebbe rappresentare un plus.
LA QUIETE (DA SFRUTTARE) DOPO LA TEMPESTA
Questo periodo storico ed economico si sta rivelando perfetto per scegliere di fare formazione. Infatti, oltre alle ingenti risorse a disposizione e di cui spesso le aziende ignorano l’esistenza (ad esempio i fondi di Fondo Impresa), si assiste ad un generale rallentamento del ritmo forsennato dell’ultimo biennio dovuto al post-covid e all’insutria 4.0.
Quale momento migliore per affilare le armi per la prossima battaglia?
Non dimentichiamo, inoltre, il problema delle risorse umane, che è ormai cronicizzato in molti settori, non solo quello della piegatura della lamiera. In tal senso esistono i percorsi Formatemp, gestiti dalle agenzie per il lavoro, oppure i progetti GOL per la ricollocazione dei disoccupati nel mondo del lavoro.
Chiaro che l’ente formativo deve essere accreditato per svolgere questi percorsi virtuosi e che possono dare risultati davvero eccellenti.
CONCLUSIONE
In definitiva, la formazione non è un costo da subire, ma un investimento da governare con criterio. Per le aziende di lavorazione della lamiera, scegliere con attenzione partner e percorsi significa trasformare un concetto spesso astratto in competenze concrete, produttività e maggiore competitività sul mercato.
Oggi più che mai esistono strumenti, risorse e condizioni favorevoli per farlo: sta all’imprenditore cogliere questa fase come un’opportunità strategica, non come un rischio. Perché chi decide di crescere prima degli altri, domani non dovrà inseguire, ma guidare.
Articolo focus pubblicato sulla rivista Lamiera edizioni Tecniche Nuove Febbraio 2024.
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